domenica 29 luglio 2018

strada per il medioevo

Ushguli
La Grande fotografa la situazione dopo circa trenta chilometri, percorsi in poco meno di due ore: È un posto dimenticato da Dio - dice semplicemente. Ha perfettamente ragione: ad Ushguli arriviamo dopo altri dieci sudati chilometri e un'altra ora di viaggio. Le condizioni della strada sono inconcepibili per un occidentale: quella che sulla carta appare come una strada bianca, ma carrozzabile, è molto peggio della peggiore fra le nostre forestali. Ci sono buche enormi, pezzi in cui la carreggiata è crollata, restringimenti, guadi, passaggi nel fango, strapiombi. A tratti ci sembra impossibile che una mulattiera così malridotta possa davvero portare da qualche parte. Il margine della strada è punteggiato di piccole edicole con croci, una per ogni defunto. Il paradosso è che la prima causa di morte sulla strada qui è l'alcol. Del resto, se non si hanno i riflessi pronti può essere molto facile incappare in un fatale errore. Eppure, per ricordare chi è caduto nel burrone, spesso vicino alle edicole si lasciano bottiglie vuote di birra.
La situazione è vagamente stressante, ma ha degli aspetti divertenti. Quindi mi metto al volante e guido per tutto il tempo. La macchina risponde benissimo, i bambini urlano di gioia ad ogni salto (e quindi, visto il numero delle buche, arriviamo a destinazione con le orecchie intronate) e io mi godo il brivido di una vera strada georgiana. La meta - il posto dimenticato da Dio - è il villaggio abitato più alto d'Europa: quota 2200 metri, al termine di una strada splendida e maledetta, isolato per sei mesi l'anno. Ci vivono una settantina di coraggiose famiglie, c'è un presidio medico, una piccola scuola e tanti hotel familiari che sembrano rifugi di montagna. Ushguli, patrimonio dell'umanità, ha l'aspetto di una fortezza: quasi ogni edificio, e sono tutti in pietra, ha una sua torre di avvistamento. In tutto sono circa duecento, la maggior parte di epoca medievale. Ci sistemiamo in una piccola guesthouse di legno e pietra. Gli ambienti sono tutti angusti e quindi prendiamo due minuscole doppie, con bagno ovviamente dall'altra parte dell'edificio. Rincorro il Piccolo perché non si tuffi nel fango intorno al pozzo (o direttamente nel pozzo), poi lo afferro un attimo prima che metta le mani in bocca ad un maiale di passaggio. La Grande e la Media nel frattempo hanno trovato una palla e giocano a calcio urlando: ci siamo già fatti riconoscere.

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